Live 22/07/2017 - 19:00 - 23:59


LEVANTE

PEACHES / I'M NOT A BLONDE / TWEE

Parco della Certosa Corso Pastrengo 51 Collegno


LEVANTE

SABATO 22 LUGLIO 

Una serata tutta al femminile con due stelle luminose come l’italiana Levante e la canadese Peaches. Levante dopo due soli album è una vera star e la prossima conduzione di XFactor ne consoliderà la grandezza. Peaches è invece una supernova, artista influente e decisiva nelle battaglie del nostro tempo come l’identità di genere. In apertura di serata due certezze della nostra musica. Il loro successo di grandi dimensioni è solo questione di tempo.

Levante inizia nell’estate 2013 quando col suo singolo d’esordio “Alfonso” domina sia l’airplay radiofonico che le piazze ed i festival di tutta Italia. Il suo primo album “Manuale Distruzione” esce a marzo 2014 ed entra subito nella top ten delle vendite. Una volta rientrata in Italia, pubblica il singolo “Ciao Per Sempre” che anticipa “Abbi Cura di Te”. Sull’onda del successo Levante pubblica un assaggio esclusivo del nuovo album in uscita in primavera: il brano “Non Me Ne Frega Niente” viene accompagnato da un videoclip ufficiale che in poche ore raggiunge il vertice della classifica trending su Youtube. La copertina del terzo capitolo discografico della cantautrice siciliana, intitolato “Nel Caos Di Stanze Stupefacenti” e uscito il 7 aprile, viene svelata in diretta televisiva a Che Tempo Che Fa. A ridosso dell’uscita dell’album Levante vince il premio “Miglior Artista Alternative” ai prestigiosi Coca Cola Onstage Awards, che ogni anno premiano le eccellenze della musica live italiana. Ad una settimana dal debutto del disco sono i numeri a parlare: “Nel caos di stanze stupefacenti” si piazza direttamente al 2° posto della classifica FIMI/GFK – TOP OF THE MUSIC dei dischi più venduti.

I’M NOT A BLONDE

I’m Not A Blonde (But I’d Love To Be Blondie) è un duo composto da Chiara “Oakland” Castello e Camilla Matley. Autrici e polistrumentiste, scrivono canzoni di stampo electropop con richiami ai synth degli anni ’80, al punk anni ’90, con rimandi ai mondi di Moloko di Roisin Murphy, Le Tigre e più recentemente Tune-Yards. Nel corso del loro primo anno di vita hanno pubblicato, con scadenza trimestrale da ottobre 2014 a luglio 2015, una trilogia di EP contenenti 3 brani ciascuno e chiamata ironicamente “3P”. Questi brani vengono poi raccolti nel loro primo vero LP “Introducing I’m Not a Blonde” pubblicato con l’etichetta Inri Metatron. Nell’album vengono inclusi anche tre remix realizzati da Yakamoto Kotzuga, Green Cable e Kole Laca de Il Teatro Degli Orrori. Nel 2016 vincono il concorso “Musica da Bere 2016” ed arrivano in finale alle selezioni di “Arezzo Wave” e in semifinale allo “Sziget and Home Festival“. Per quest’ultimo suonano “in vetrina” durante il Salone del Mobile 2016.

TWEE

I Twee sono una band torinese formata da Nadia Gai alla voce, Giorgia Ruggeri al basso, Margherita Di Saint Pierre alla batteria, Gianluca Leo alla chitarra e alle programmazioni. “Mango è il titolo del primo album che vedrà la luce nel settembre 2017. Precedentemente, nel 2015 esce l’EP “Every Week” con cui vincono il trofeo Roxy Bar di Red Ronnie. A maggio 2016 esce il secondo singolo “Clouds”, trasmesso in rotazione su Radio Capital e incluso nella compilation “20/20” distribuita da Sony Music. Nella stessa estate la band si esibisce in diversi festival italiani, tra cui: Collisioni, Balla coi Cinghiali, Reload Festival, Iscream, Voobstock, Deejay on Stage e MEI di Faenza.  Partecipano, inoltre, al format Divano Rolling, di Rolling Stone Italia suonando presso il Samsung District di Milano in occasione delle partite della Nazionale italiana. Dopo questo primo appuntamento al Flowers Festival di Torino, i Twee sono attesi sul palco del Sziget Festival di Budapest.

SUONI DELLA MEZZANOTTE

PEACHES

Peaches è una cantante nota per aver scritto alcuni tra i brani più sovversivi sui temi di corpo ed identità sessuale degli ultimi vent’anni. Debutta nel 1995 col nome di Merrill Nisker (suo nome all’anagrafe). Negli anni ha scritto e prodotto sei album in studio, collaborato con numerosi artisti tra cui Josh Homme, Beth Ditto, Feist, Brian O’Connor, Pink, Chicks On Speed e le sue canzoni sono presenti nelle colonne sonore di film come “Mean Girls”, “Lost In Traslation” e “Jackass Number Two”. Nei suoi pezzi suona personalmente quasi tutti gli strumenti, crea la parte elettronica e produce da sola i suoi dischi. La musica di Peaches è incentrata sull’identità di genere e spesso gioca sull’abbattimento delle distinzioni sessuali elogiando l’ermafroditismo e il Genderfluid. “RUB”, l’ultimo album studio, esce nel 2015 ed arriva a sei anni di distanza dal precedente “I Feel Cream”, sei anni in cui l’artista canadese è stata impegnata in produzioni teatrali e cinematografiche ed ha pubblicato il suo primo libro. Si cimenta anche nel teatro con “Peaches Christ Superstar, accolto con incredibile favore dalla critica. Sin dal suo acclamato esordio del 2000 “The Teaches of Peaches” l’artista è stata impegnata a oltrepassare le barriere tra musica elettronica, punk, hip hop e pop. Anche il seguente “Fatherfucker” che affrontava i temi di identità sessuale e politica gender è stato un album rivoluzionario, e così il suo successivo acclamato “Impeach my Bush” del 2006, urgente chiamata alla rivoluzione non solo musicale, a cui hanno collaborato artisti del calibro di Joan Jett, e Beth Ditto. Nel 2010 è stata la volta di Peaches Does Herself” opera elettro-rock che fonde gli elementi di tutti i suoi precedenti album, e che si trasforma in un film nel 2012 presentato al Toronto film festival. In seguito Peaches si è unita al tour della “Yoko Ono’s Plastic Ono Band” e si è dedicata a collaborazioni con Major Lazer, Le Tigre, REM, e altri.

Ed è proprio alla fine di queste numerose esperienze che inizia ”RUB. Il nuovo album vede la collaborazione di Kim Gordon e Feist, ed è un album che esprime l’essenza di Peaches come mai prima, un album che si interroga sui temi del piacere, del potere e del dolore da un punto di vista femminista, con la sua oramai nota attitudine punk.

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